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di Maurizio Colasanti, Direttore Artistico
Il 2026 sarà un’edizione straordinaria di Guardiagrele Opera.
Questo festival nasce e si sviluppa in un territorio che ha un legame storicamente profondo con la musica: basti pensare alla tradizione delle bande e a quella dell’opera lirica, così radicata e riconoscibile. Fin dall’inizio, però, abbiamo scelto di percorrere strade meno battute, esplorando repertori, linguaggi e titoli che escono dai circuiti più consueti. Guardiagrele Opera è un progetto che unisce, proprio per questo, radicamento territoriale e vocazione alla ricerca.
Nel corso degli anni abbiamo proposto opere considerate di nicchia, lavori che ampliano il panorama dell’opera lirica e ne mettono in luce la straordinaria vitalità nel Novecento e nella contemporaneità. Basti pensare a titoli come Les Enfants Terribles di Philip Glass o Socrate di Erik Satie: opere lontane dal repertorio tradizionale, ma capaci di dialogare intensamente con il pubblico di oggi.
La stagione 2026 è incentrata su tre opere principali, che costituiscono l’asse portante del progetto artistico di quest’anno.
Tra queste spicca The Medium di Gian Carlo Menotti, capolavoro del teatro musicale del Novecento, di grande forza drammaturgica e psicologica, che rappresenta perfettamente lo spirito di Guardiagrele Opera: un’opera intensa, accessibile e allo stesso tempo profondamente inquieta.
Accanto a questo titolo, il programma presenta Sant’Elena al Calvario di Leonardo Leo, opera di rara esecuzione, che si inserisce pienamente nella linea di riscoperta e valorizzazione del repertorio barocco italiano, unendo profondità spirituale e raffinatezza musicale.
Completa il trittico operistico Acis, Galatea e Polifemo di Georg Friedrich Händel, capolavoro del primo Settecento europeo, che porta in scena il mito con una scrittura musicale di straordinaria ricchezza espressiva e teatrale, offrendo al pubblico un ulteriore sguardo sulla varietà e la vitalità del teatro musicale.
Un elemento fondamentale della crescita del festival è stato, negli anni, il lavoro di collaborazione con numerosi grandi enti, importanti teatri e festival, che hanno contribuito a rafforzare la qualità artistica e la visibilità del progetto. Guardiagrele Opera si è costruita anche grazie a queste sinergie, fondate su una visione condivisa e su un dialogo costante tra istituzioni culturali.
Nel 2026 questa rete si arricchisce di una nuova e significativa collaborazione con il Teatro di Asti, con il quale abbiamo avviato un progetto comune che porterà in scena proprio The Medium di Menotti. Una collaborazione che rappresenta un passo importante nel percorso di crescita del festival e che testimonia la volontà di mettere in relazione territori, competenze e pubblici diversi.
Accanto alle produzioni operistiche, la stagione sarà completata da iniziative collaterali: incontri, momenti di approfondimento, progetti formativi e attività pensate per coinvolgere il pubblico e ampliare l’esperienza dell’opera oltre il palcoscenico.
Guardiagrele Opera continua così a essere non solo una rassegna di spettacoli, ma un luogo di confronto, ricerca e partecipazione, capace di guardare al futuro dell’opera lirica senza dimenticare il valore della tradizione.
Desidero infine rivolgere un sentito ringraziamento a quanti sostengono e collaborano con Guardiagrele Opera: agli enti e alle istituzioni, locali, regionali e statali, che negli anni hanno creduto in questo progetto; al pubblico, sempre più numeroso e partecipe, che affolla i nostri concerti e accompagna con entusiasmo il percorso del festival; e a tutti i componenti di Guardiagrele Opera che, con spirito di sacrificio e dedizione instancabile, lavorano indefessamente per rendere possibile questo piccolo miracolo di musica, di teatro e di partecipazione.

Il GO Opera Festival ha ottenuto il Marchio dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 assegnato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
“Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro” è lo slogan ufficiale: in esso ci riconosciamo e sentiamo che ci rappresenta pienamente.
http://annoeuropeo2018.beniculturali.it/
